Cenni storici

ORIGINI

Il villaggio ha avuto origine in epoca romana da un "Fundus Maurinicus" e prende quindi il nome dal suo primo proprietario, un certo Maurinus, che ebbe in assegnazione queste terre probabilmente attorno al primo secolo dopo Cristo, periodo nel quale si effettuò la centuriazione (misura e spartizione) del territorio bergamasco pianeggiante. A conferma dell'origine romana di Mornico vi sono le tombe di epoca romana (II secolo a.C.) venute alla luce nel 1880 e 1882 lungo la vecchia strada Francesca e nel campo Barattino verso Palosco. Esiste pure una seconda versione sulle origini del paese, basata più che altro sulla tradizione, secondo la quale il nome Mornico deriverebbe dal frutto dei rovi ben noto con il nome di "mora". Nell'alto medioevo esistevano in questa zona due villaggi vicini lungo il torrente Zerra: Mornico, sulla riva sinistra, che faceva capo alle chiese di S. Andrea e di S. Zeno e Castenatello, sulla riva opposta, più a sud attorno alla chiesa di Santa Valeria. La prima notizia scritta riguardante Mornico risale all'anno 1002, mentre Castenatello è documentato fin dall'anno 785.

IL CASTELLO E LE MAGISTRATURE COMUNALI

L'erezione di un castello a Mornico nel XII secolo per difendersi dalle incursioni dei barbari determinò un maggior sviluppo di questo villaggio rispetto al vicino Castenatello, che comunque sopravvisse fino al XIV secolo, diventando anche Comune rurale. L'istituzione delle magistrature comunali a Mornico è documentata dal 1196, quando gli abitanti riuscirono ad emanciparsi dai feudatari locali, i Da Mornico, alleati dei potenti Conti di Cortenuova. Dopo la sconfitta dei Guelfi a Cortenuova (1237) anche i Da Mornico scomparvero da questa zona e il Comune rurale entrò nell’orbita di Bergamo. Nel secolo XIV Mornico annoverava un ospizio per i pellegrini annesso alla chiesa di S.Andrea, perché le strade erano infestate da briganti soprattutto di notte, e probabilmente era custodito dai frati Umiliati, un ordine religioso che lavorava e commerciava i tessuti di lana e che a Mornico aveva una casa, la "domus humiliatorum de Mornigo".

SOTTO I VISCONTI DI MILANO

Nei secoli XIV e XV le lotte tra Guelfi (favorevoli al Papa) e Ghibellini (favorevoli all'imperatore) sconvolsero l'Italia e tutta la bergamasca. La guerra o guerriglia tra le "maledette fazioni" giunse a tal punto che Bergamo nel 1315 chiese la protezione dei Visconti di Milano con la speranza di ottenere un po’ di pace. Questi non portarono la pace, ma incentivarono le discordie e, salvo la breve signoria di Pandolfo Malatesta, rimasero padroni del nostro territorio fino alla pace di Ferrara (1428) quando in seguito ad una guerra, ai Visconti subentrò la Repubblica Veneta.

SOTTO LA REPUBBLICA DI VENEZIA

Bergamo e il suo territorio entrarono a far parte della Repubblica di Venezia dal 1428 e vi rimasero fino al 1796; Mornico però dal 1460 al 1475 fu feudo di Bartolomeo Colleoni, famoso capitano di ventura che aveva posto la sua residenza nel castello della vicina Malpaga. Sotto la sua Signoria, il paese attraversò un periodo di pace e di benessere. Infatti, nel 1473 egli fece scavare la roggia Borgogna, che attraverso i territori di Villa di Serio, Scanzo, Albano, Montello, Costa, Cavernago giungeva con diramazioni fino a Calcinate, Mornico e Palosco. Questa roggia scendendo da via Bergamo attraversava il paese e lo circondava con un largo fossato che serviva da difesa del villaggio, mentre le sue acque erano utilizzate per l'irrigazione dei campi e per muovere le ruote dei mulini. Inoltre nel XV secolo i Mornicesi riedificarono e fecero affrescare l'intera chiesa parrocchiale, ora chiesa vecchia, mentre i secoli XVI e XVII furono caratterizzati da continue guerre e occupazioni militari che portarono miseria e pestilenze. Ciò nonostante la popolazione era in continuo aumento e nel 1575 S. Carlo convinse i capifamiglia ad erigere una nuova chiesa, più ampia, in sostituzione di quella vecchia, ormai troppo angusta. Il nuovo tempio sorse sopra i ruderi del castello e fu officiato fino al 1929, quando si iniziò a celebrare nell'attuale chiesa nuova. Nella famosa peste del 1630 Mornico perse ben 377 abitanti su una popolazione di 1041 abitanti. Il paese si riprese però rapidamente, divenendo spesso sede del Consiglio della Quadra di Calcinate. Nei secoli XVII e XVIlI i proprietari terrieri locali, gli Alessandri, i Terzi e i Perini eressero belle dimore padronali e contribuirono all'abbellimento della nuova parrocchiale. Queste ville di campagna subirono però il saccheggio delle truppe francesi e tedesche durante la guerra di successione spagnola (1702). Per questo motivo la Repubblica di Venezia esentò tutti quelli che avevano subito danni dal pagamento delle tasse per tutto il 1703. Alla fine del seicento o ai primi del settecento fu istituita la vicaria di Mornico, che comprendeva oltre a Mornico le parrocchie di Cividate, Cortenuova, Martinengo, Romano, Fara Olivana e Bariano e il parroco di Mornico fu investito dal titolo di Vicario Foraneo. La vicaria foranea di Mornico fu soppressa nel 1926 quando comprendeva le sole parrocchie di Mornico, Calcinate, Cividate e Martinengo e quando la parrocchia era priva del suo titolare per la morte del parroco Don Antonio Berardelli. Da ricordare che nel 1717 il parroco e Vicario Foraneo Don G. B. Guarisco ebbe il titolo di prevosto e la chiesa divenne prepositurale.

SOTTO IL DOMINIO FRANCESE (1796-1813)

A seguito della rivoluzione francese (14 luglio 1789) e della successiva guerra tra Francia e Austria, a Natale nel 1796 i francesi giunsero a Bergamo e dopo la breve vita della Repubblica Bergamasca (13 marzo - 29 giugno 1897), ma soprattutto con il trattato di Campoformio (17 ottobre 1897) Napoleone metteva fine alla millenaria Repubblica di Venezia inglobando i suoi territori prima sotto la Repubblica Cisalpina e quindi sotto il dominio francese. Durante la breve dominazione napoleonica (1796-1813) Mornico fu aggregato a Palosco (1810-1815) e fece parte del Dipartimento del Serio. Inoltre fu soppressa la confraternita dei Disciplini di Mornico (1810-14 termidoro 6°) e la loro chiesetta che sorgeva in piazza fu requisita dal governo e in seguito riacquistata all'asta presso l'intendenza di Finanza dal parroco Don Antonio Manzoni per L. 340 austriache (27 agosto 1828). Nel 1810 fu demolito il cimitero in piazza e ricostruito uno nuovo fuori dell'abitato presso la località Mortivecchi, che rimase attivo fino 1840.

SOTTO IL DOMINIO AUSTRIACO (1814-1859)

Mornico riottenne presto l'autonomia da Palosco (1815) e fu aggregato al provincia di Bergamo. Nonostante le continue epidemie di colera la popolazione nei primi decenni dell'Ottocento superò le mille unità. Nel 1833 il parroco Don Bortolo Spinelli fece trasportare l'immagine della Vergine Addolorata che si trovava su una parete di fondo della chiesa vecchia sopra l'altare maggiore. Da allora si cominciò a chiamare la chiesa vecchia "Chiesa dell'Addolorata". Nel 1838, sempre lo stesso parroco, a seguito di un voto fatto nel 1836 per scongiurare il colera (26 morti tra maggio e agosto), ampliò la chiesa campestre dedicata a Santa Valeria con l'aggiunta del pronao. Nel 1855, dopo il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato l'anno prima da Pio IX, fu eretta la cappella dei Dossi ora scomparsa. Durante le guerre d’indipendenza del 1848-49 e del 1859 vari eserciti passarono sul territorio di Mornico. Si dice che, prima della vittoriosa battaglia di S. Martino-Solferino, sia stata offerta una gran festa da parte dei nobili Terzi ai liberatori franco-piemontesi nello splendido palazzo.

SOTTO L'ITALIA

Quando nel 1860 entrò al far parte del regno d'Italia, il paese superava 1500 abitanti, nella massima parte contadini salariati. Nel 1863 il Consiglio Comunale chiese ed ottenne dal Re Vittorio Emanuele II di poter aggiungere al nome "Mornico" la specificazione "al Serio", ripristinando in parte la denominazione del paese sotto il dominio Napoleonico, quando era chiamato "Mornico nel Dipartimento del Serio". Negli ultimi decenni del secolo la crisi economica costrinse molte famiglie di Mornicesi ad emigrare verso le Americhe. La mancanza d’industrie e le due grandi guerre mondiali frenarono lo sviluppo del paese, che si riprese solo nel secondo dopoguerra con l'arrivo dell'industria. Dal 1970 ad oggi Mornico al Serio ha più che raddoppiato l'estensione del centro abitato e oggi (2010) ha superato i 2850 abitanti.

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